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Morire ogni giorno un po

 

V Quar. Ambr. C2

MORIRE OGNI GIORNO UN PO’

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Anche oggi Gesù ti ha chiamato, tu hai risposto e sei venuto qui per stare un po’ con Lui.

Sei uscito dal tuo “sepolcro” e hai ascoltato la sua voce che ti richiama alla vita.

Il Vangelo di ieri della risuscitazione di Lazzaro ci porta a riflettere ancora sul tema della preghiera ma anche sul mistero della risurrezione della carne, mistero che si può capire, non a partire dal nostro desiderio di andare ‘oltre’ la  morte, ma dalla capacità di accogliere quel senso nuovo della vita, secondo il Vangelo, che Gesù risorto ci vuole donare. Infatti: come Lui è stato raggiunto dal desiderio affettuoso del Padre Suo di averLo per sempre accanto a Sé,  facendoLo sorgere da morte “per opera dello Spirito Santo”, così anche noi siamo oggetto di un amore speciale da parte Sua che vuole averci accanto a Sé, per sempre.

Pregare allora è accorgerci di questo amore speciale di Dio per noi, è ascoltare la sua chiamata e uscire da ciò che ci tiene chiusi e separati dagli altri e riprendere a vivere.

Perché Gesù risuscita Lazzaro? Anzitutto e semplicemente per il grande affetto che gli portava. Del resto, più volte si fa notare nel racconto che era Suo amico. Infatti, “Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro”. Questo spiega la sincerità appassionata del Suo pianto, davanti alla tomba.

Come Lazzaro allora anche noi lasciamoci trasformare e liberare dall’amore del Signore.

Troppe volte anche noi siamo legati da bende mortali, abbiamo una pietra sul cuore o addirittura al posto del cuore.

Prova a dare un nome alle “bende” che ti tengono legato nel tuo sepolcro.

Se però vogliamo accogliere il dono della Sua risurrezione, è decisivo partecipare anche della Sua morte. Un passaggio delicato, che chiede anche a noi di imparare, con la preghiera, ogni giorno a saper morire per amore, a liberarci da tutte le nostre schiavitù, a saperci abbandonare a un amore più grande, a vivere proprio come ha fatto Gesù. Non possiamo dimenticare o mettere da parte la croce di Gesù, è una delle prime cose che ci ha ricordato Papa Francesco.

Nella luce di Gesù, morto e risorto per amore nostro, non si tratta più di prepararsi a morire, semplicemente e inesorabilmente, solo perché ‘dobbiamo morire’. Nessuna idea mai ci convincerà dell’importanza e del valore di ‘dover morire’. Per questo per i credenti si impone piuttosto ben altra prospettiva: quella di imparare a morire ‘per amore’, proprio come Gesù ci ha insegnato: “Nessuno ha un amore più grande ….”

Una bellissima antifona della liturgia ambrosiana canta così: “Morivo con te sulla Croce, oggi con te rivivo; con te dividevo la tomba, oggi con te risorgo.” Per questo, a Marta che voleva comprendere le Sue parole, Gesù risponde non teorizzando la resurrezione, ma dicendole semplicemente: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Gv 11,25). In questo momento di preghiera lasciati afferrare dall’amore di Gesù, mettiti in sintonia con Lui e con il suo Amore per tutti quelli che si trovano chiusi nel sepolcro del loro egoismo e del loro peccato, accompagna Gesù a visitare ogni sofferenza, ogni lontananza, ogni male del mondo, cominciando dal tuo fino ai confini dell’umanità. Sii anche pronto a rispondere alla grazia del Signore che ti invita a “uscire fuori” dal sepolcro a vivere la tua vita per amore fino in fondo.

Ma soprattutto senti il calore dell’amore e delle lacrime di Gesù su di te, lasciati lavare dalla sua Grazia e riscopri ancora una volta la sua amicizia. E prega tanto per il nostro Papa, ringrazia il Signore per questo dono meraviglioso che ci ha fatto. Buona risuscitazione….         

                                                                                                Don Mario

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 15 Marzo 2013 21:47 )