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Andiamo a scuola

 

I Quar. Ambr. C

ANDIAMO A SCUOLA

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Assieme al digiuno e alla carità uno dei pilastri della Quaresima è la preghiera e così possiamo dedicare questo momento del Lunedì per fare una piccola scuola di preghiera aiutati dai testi del Vangelo della domenica.

Forse il termine “scuola” è poco simpatico ma tutti quelli che vogliono essere o fare qualcosa nella vita devono andare a scuola perché hanno bisogno di imparare.

Gli stessi apostoli hanno sentito il bisogno di chiedere a Gesù: “Maestro, insegnaci a pregare”.

Innanzitutto è bene ricordare che in questa “scuola” nessuno di noi è il maestro,  nemmeno io che scrivo perché tutti siamo allievi: l’unico Maestro è Gesù, Lui che ha fatto di tutta la sua vita una preghiera, un grosso “Amen” come ci ricorda S. Paolo, Lui che ci ha donato il suo  Spirito per mezzo del quale anche noi diciamo e riconosciamo Dio come Padre. Chiediamo quindi l’aiuto dello Spirito perché sia sempre con noi, ci accompagni e illumini i nostri passi.

Il “libro di testo” che useremo sarà la parola di Dio delle domeniche di Quaresima.

Il racconto dei quaranta giorni di Gesù nel deserto, ci suggerisce alcuni spunti per  due riflessioni molto importanti sulla preghiera.

La prima: Il Deserto.

Gesù dopo il battesimo e prima della sua missione, va in un luogo deserto dove digiuna per quaranta giorni. Il digiunare per gli ebrei era sempre collegato alla preghiera, Gesù quindi per pregare si ritira in un luogo deserto.                

La prima condizione necessaria per pregare è quindi quella di cercare o di crearsi un angolo di deserto. “Quando preghi entra nella tua camera e chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto: (Mt. 6,6) 

Deserto vuol dire silenzio dentro e fuori di te, non si può pregare con la Tv accesa o la radio come sottofondo…. Ma non si può neanche pregare se dentro di te c’è l’eco di qualcosa appena terminata o l’attesa per qualcosa che dovrà accadere dopo la preghiera: se vuoi cominciare a pregare, devi fare silenzio, devi lasciar decantare tutte le preoccupazioni.

Deserto vuol dire: essere soli, soli davanti a Dio, guardarsi attorno e vedere Lui, sentire Lui che è lì, presente per te.

Deserto vuol dire essere senza cose superflue, senza pesi che rallentano il passo cioè senza preoccupazioni inutili: non occorrono grandi cose per pregare, bastano poche parole, un gesto, una frase e … tanta sabbia...

Pregare quindi vuol dire lasciare tutto per stare con Dio, per passare un po’ di tempo con Lui, fidandosi di Lui, scegliendo Lui e vivere di Lui.

Eccoci al secondo punto della nostra riflessione.

Il deserto non è solo un luogo di incontro con Dio, ma anche luogo dove si sperimenta la tentazione cioè può diventare anche occasione di incontro con satana.

Dimmi un po’ se non capita anche a te ogni qual volta ti metti a pregare di sentir frullare nella tua mente un mucchio di pensieri, di idee, preoccupazioni, cose e persone che non c’entrano niente con la preghiera?

Il nostro deserto d’altra parte rispecchia lo stesso deserto dove si trovava Gesù “…il tentatore gli si avvicinò e gli disse:…..” (Mt. 4, 3)

 

 

E’ naturale che proprio nel momento in cui vogliamo avvicinarci al Signore, il diavolo si faccia sentire più fortemente e allora che fare?

 

1.    Devi renderti conto che la preghiera è una lotta continua, è un cammino difficile ma più sei costante, più sei fedele al Signore e più ti viene facile pregare. Ricordati che non si possono eliminare subito le tentazioni (distrazioni) nella preghiera: anche a Gesù è capitato così. Dice il Vangelo  “Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.” (Mt. 4,11)

2.    Devi però essere deciso, voler continuare malgrado le tentazioni, il sonno, il male alle ginocchia; la fame, il telefono…..(il diavolo ne inventa di tutti i colori per farci smettere!) Ricorda anche che Gesù restò nel deserto quaranta giorni! La preghiera richiede del tempo e invece noi non riusciamo a stare in chiesa per più di dieci minuti! Come puoi pretendere di riuscire a pregare se smetti proprio quando stai per iniziare?

3.    Qualche suggerimento concreto può essere utile per vincere più in fretta le difficoltà:

q  Preparati bene prima della preghiera: fissato un orario della giornata pensaci un po’ di tempo prima così da arrivare al momento della preghiera dopo averlo atteso.

q  Fai lavorare per te la tua fantasia e non per il diavolo. Immagina di essere in un luogo deserto, metti davanti a te un poster che ti aiuti a concentrarti, fissa il tuo sguardo su un crocifisso o su un volto di Gesù, o come in questo momento, sull’Eucarestia, sentilo vicino a te, senti su di te il suo sguardo, quello sguardo d’amore che ha cambiato la vita di Matteo, di Zaccheo….

q  Se riesci, usa un quaderno e una biro, scrivi quanto ti viene in mente: tutto, senza preoccuparti dell’ortografia: nessuno dovrà leggerlo, servirà solo a te per non fantasticare ed eventualmente per farti aiutare dal sacerdote nel tuo cammino di preghiera.

 

Cominciamo allora la nostra quaresima vivendo in un clima di deserto.

                                                                                 Don Mario

 

 

P.S.: …e come ogni scuola che si merita, se hai bisogno di … ripetizioni, mi trovi in fondo alla chiesa.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 14 Febbraio 2013 20:02 )