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Prima Comunione

Prima Comunione 

"Stella Bianca"

racconto

camoscio_due.jpg    

"Anche  tu, oggi, Stella Bianca, in questo momento bello, dall’alto di questa vetta,
 ringrazia il Signore che ti dona questo cibo misterioso
 che è l’Eucarestia, ti sosterrà nel cammino della vita, nei giorni di sole e nei giorni di ghiaccio
 e ti ricorderà sempre chi ti ha dato la vita, chi ti ha insegnato i suoi segreti
e aprirà sempre la tua bocca e il tuo cuore alla lode del Creatore."   

 

 

 

Lo chiamavano Stella Bianca, era un piccolo camoscio, diverso da tutti gli altri, sulla sua fronte, la macchia bianca che caratterizza tutti i camosci era un po’ più arrotondata e spigolosa delle altre, sembrava proprio una stella.

I camosci poi sono molto diversi anche dai loro “cugini” stambecchi, non hanno le grandi corna per difendersi, loro hanno l’agilità e la velocità.

Per mantenersi così in forma, devono saper scegliere il cibo giusto, loro si nutrono solo di erbetta fine e nutriente.

Fin da piccoli i genitori, con l’aiuto dei vecchi camosci insegnano ai cuccioli come scegliere ad ogni stagione, l’erba giusta, quella che dà vitalità e non appesantisce.

Così Stella Bianca crebbe con il suo branco e sotto la guida dei suoi genitori e del vecchio saggio, imparò a riconoscere dal profumo l’erba buona, l’erba medica e a frugare sotto la neve per nutrirsi del muschio o ad allungare il collo per brucare qualche ramo basso di larice o di ginepro.

Ricordando gli insegnamenti ricevuti, diventato ormai un giovane camoscio, non si fece mai sorprendere dagli inverni gelidi e abbondanti di neve o dalle secche giornate d’estate, con il suo fiuto riusciva sempre a trovare quell’erbetta miracolosa sui monti del Gran Paradiso ma soprattutto ogni volta che sentiva nell’aria quel profumo e gustava quel cibo, il suo pensiero andava a mamma e papà camoscio e ricordava il vecchio saggio che lo aveva istruito e che ora correva felice nei pascoli del Paradiso, quello vero. Allora dalla cima di una roccia, si fermava a contemplare la vallata e benediva, come tutte le creature, il Signore del Cielo e della Terra, per i suoi doni, per quel cibo meraviglioso, e per il suo grande amore con il quale “nutre gli uccelli del cielo, i pesci nel mare e tutti gli animali della terra”.

Anche tu, oggi, Stella Bianca, in questo momento bello, dall’alto di questa vetta, ringrazia il Signore che ti dona questo cibo misterioso che è l’Eucarestia, ti sosterrà nel cammino della vita, nei giorni di sole e nei giorni di ghiaccio e ti ricorderà sempre chi ti ha dato la vita, chi ti ha insegnato i suoi segreti e aprirà sempre la tua bocca e il tuo cuore alla lode del Creatore.

                                                  

                                                                            Il vecchio saggio

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Giugno 2012 23:04 )