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GRAZIE A TE E GRAZIE A DIO

 III Quar. Amb. B

GRAZIE A TE E GRAZIE A DIO

 

Continuando la nostra riflessione quaresimale sul tema della preghiera, oggi, vogliamo riflettere un po’ sull’importanza del momento di preghiera nel nostro cammino quotidiano.

Ricordando la prima lettura di ieri che ci raccontava quanto è successo al popolo di Israele nel deserto con la costruzione del “vitello d’oro”, anche noi, in cammino in questo deserto della vita e in particolare giunti a metà della quaresima, dobbiamo fermarci un attimo per verificare un po’ a che punto siamo per non lasciarci tentare dai nostri piccoli vitelli d’oro….

Ecco l’importanza della preghiera, del dialogo con il Padre e dell’ascolto della Parola per poter conoscere la verità e per diventare liberi proprio come ci suggeriva Gesù nel Vangelo di ieri.

Se non dedichiamo ogni giorno qualche momento per ascoltare e capire cosa vuole da noi il Signore, per conoscere qual è la sua volontà, è facile lasciarci ingannare dal diavolo e dal nostro egoismo e così diventare schiavi del peccato.

La preghiera è un momento importante in cui noi, figli, ci mettiamo di fronte al Padre e dialoghiamo con Lui, riceviamo da Lui la luce per camminare sulla sua strada, per rinnovare la nostra fede e per ricevere la forza della verità per affrontare le bugie e le falsità del demonio.

Anche Gesù, durante la sua presenza in mezzo a noi, si ritirava a parlare con il Padre.

Se lo faceva Lui, quanto più noi abbiamo bisogno di fare questi momenti di silenzio e di ascolto!

E quale preghiera più bella possiamo fare se non quella che ci ha insegnato Gesù stesso, la preghiera dei figli che si rivolgono al Papà!

Prova a ripetere il Padre nostro, con calma, parola per parola, pensando al significato di ogni parola, lasciandoti guidare dallo Spirito Santo che è in te, scoprirai la bellezza e la grandezza di questa bella preghiera.

È la preghiera del Figlio che si affida al Papà, che si riconosce fratello di tanti altri, che sa che la sua casa è nei cieli e che l’essere figli di Dio comporta l’essere santi e cioè diversi da tutto quanto c’è intorno, pieni di luce e di amore.

È la preghiera di chi ha capito che la volontà del Padre è il nostro unico bene, la fonte della nostra gioia, che sa che tutto ci viene da Lui ed è un suo dono che si rinnova giorno dopo giorno.

È la preghiera di chi si sente amato e perdonato infinitamente da Lui e che quindi è pronto ad allargare il proprio cuore nei confronti dei fratelli perché possa accogliere ed essere riempito sempre di più dal Suo amore e dal Suo perdono.

È la preghiera di chi sa che anche nella tentazione Lui ci sta vicino e che solo ci può liberare dalla schiavitù del peccato.

Prova allora a metterti qui, con Gesù a parlare con Lui al Padre e riprendere con decisione il tuo cammino quaresimale.

Io, come diceva ieri san Paolo nella sua lettera ai Tessalonicesi, voglio ringraziare te e il Signore, perché guardandoti pregare, il mio cuore si riempie di gioia e di gratitudine per la tua bella testimonianza di fede e credo e spero anche di carità.

 

 

Don Mario 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Marzo 2012 20:47 )