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LA NOSTRA VERA FAMIGLIA

II Quar. Amb. B

LA NOSTRA VERA FAMIGLIA

L’incontro di Gesù con la Samaritana del Vangelo di ieri può aiutarci a riflettere sul tema della preghiera che stiamo trattando in questi lunedì di Quaresima.

Se guardiamo bene infatti ritroviamo nel racconto gli elementi della preghiera che abbiamo sottolineato la settimana scorsa.

Innanzitutto il luogo: il deserto, a mezzogiorno, lontano dalla città, dal frastuono della vita di ogni giorno, un deserto abitato però da due persone, la donna e Gesù, sono fermi, all’ombra (se c’è l’acqua ci sono anche delle piante), c’è silenzio, Proprio il clima adatto alla preghiera.

Ma come in ogni deserto anche qui c’è la tentazione: la donna fa fatica a comprendere quello che dice Gesù, ci mette un po’ a lasciare le sue convinzioni, non è troppo docile alle parole del Signore ma non può sottrarsi alla carica di affetto, di amore e di apertura di questo “strano giudeo”.

Se vogliamo però cogliere i frutti della preghiera, dobbiamo superare le tentazioni e così la donna, assetata e incuriosita, riesce ad aprire poco alla volta il suo cuore a Gesù, ascoltando quella Parola che le parla della sua vita, della sua grande sete d’amore che nemmeno cinque mariti erano riusciti a soddisfare, quella parola che non giudica ma porta luce, chiarezza e soprattutto gioia, una gioia così grande che trasforma la sua vita, “lascia la brocca” e corre a condividere con tutti la gioia dell’incontro con il Signore.

Le domande della samaritana poi ci aiutano a scoprire ancora due cose nuove nel nostro cammino sulla preghiera, dove e come pregare.

La samaritana infatti chiede a Gesù “Dove bisogna pregare? …Solo a Gerusalemme bisogna pregare?”

Quante volte anche noi ci chiediamo dove pregare e praticamente facciamo della chiesa l’unico luogo di preghiera.

Gesù risponde dicendo che i veri adoratori del Padre, non sono legati solo a cose esteriori o a luoghi, ma devono avere uno stile di preghiera, pregano il Padre in Spirito e Verità.

Questo non vuol dire che non dobbiamo più andare in chiesa o a Messa o dire preghiere a memoria.

Ma, secondo il linguaggio del Vangelo di Giovanni il vero credente è colui che vive nel profondo la comunione con il Padre attraverso lo Spirito (Santo) e la Verità (cioè Gesù, via, Verità, vita).

Pregare il Padre allora non è questione di luogo o di cose da dire ma è vivere uniti al Figlio e allo Spirito, cioè entrare a far parte della stessa famiglia di Dio, entrare in quel clima di amore che si respira nella Trinità!

Ti sarà capitato qualche volta di entrare in casa di un conoscente e accorgerti che è diversa dalla tua perché si respira un clima differente, i mobili, l’ordine, gli oggetti in mostra, la luce, l’accoglienza, i rapporti tra i famigliari, persino il profumo è diverso… Ogni casa, ogni famiglia ha il suo stile che la distingue da qualunque altra.

Così è della Trinità, quando preghi entri a far parte di questa famiglia, vivi la tua appartenenza alla famiglia di Dio.

Allora respiri anche tu il clima di amore, di dono, di rispetto dell’altro e della sua diversità, di creatività, di meraviglia e di accoglienza che c’è nella famiglia di Dio.

Allora dentro di te sgorga quell’acqua di cui Gesù parla alla donna, quella sorgente che non è nient’altro che lo Spirito Santo che ci muove, ci fa vivere, ci fa assomigliare a Gesù e che ci fa dire “Abba, Padre”.

La preghiera allora non è nient’altro che accorgerci di questa nostra ricchezza e lasciar parlare lo Spirito che c’è in noi.

Pregare allora è stare nella casa del Padre, godere della gioia della famiglia di Dio, stare seduti attorno al caminetto in questa casa così dolce e serena che è la casa della Trinità.

Ecco allora che non dobbiamo preoccuparci tanto del luogo della preghiera o di cosa dire perché tutto potremo vivere come preghiera se vivremo in Spirito e Verità e l’assemblea dell’Eucarestia diventerà il momento più grande del nostro cammino di preghiera perché realizzerà la nostra vocazione di comunione con il Padre e con i fratelli.

Sostiamo allora un po’ davanti al Signore e lasciamoci guidare dal suo Spirito per vivere in pieno la nostra appartenenza a Lui, alla sua famiglia.

 

Don Mario

Ultimo aggiornamento ( Sabato 03 Marzo 2012 17:44 )