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UN MILIARDO E TRECENTOMILA IN ATTESA

 III dopo Epifania Ambr. B

 

UN MILIARDO E TRECENTOMILA IN ATTESA

Mentre tu sei qui, io mi trovo a Triuggio assieme ai parroci della città di Milano, chiamati dal nostro Vescovo, per ritirarci un po’ in disparte; fra l’altro, nel programma che abbiamo per questi due giorni di ritiro, oggi, lunedì, ci sono alcune ore di adorazione e quindi sono in comunione con te di fronte a Gesù Eucarestia.

Oggi poi sono con noi i fedeli della comunità cinese e pregano con noi, all’inizio del loro  nuovo anno civile.

Non possiamo quindi, di fronte a questo Pane di Vita, non aprire il nostro cuore e non lasciarci commuovere con Gesù, pensando a quella folla numerosa (sono più di 1 miliardo e 300 milioni gli abitanti della Cina!) che non conosce Gesù, e che ha fame di felicità, di pace, di gioia, di amore… di Dio.    

Questa folla numerosa, di cui un’infinitesima parte (ma pur sempre numerosa, sono circa 80/90 mila i cinesi a Milano), che possiamo incontrare tutti giorni anche per le strade del nostro quartiere, proprio come nel Vangelo di ieri, si accalca con tutti i suoi problemi, si affaccia implacabile sulla nostra vita, sul nostro cuore di discepoli di Gesù. Dietro al loro correre per lavorare, per guadagnare, per divertirsi, c’è il desiderio di Dio.

Siamo capaci di accogliere questi nostri fratelli con tutti i loro bisogni spirituali ma anche fisici?

Diceva Bonheuffer un teologo, martire del nazismo: “Noi cristiani non potremo mai pronunciare le parole ultime se prima non avremo pronunciato le penultime”.

Gesù ci insegna che è venendo incontro ai bisogni concreti e umani della gente che si può arrivare ai bisogni più profondi e spirituali.

Gesù però non vuol fare tutto da solo, ha bisogno dei suoi discepoli, ha bisogno dell’uomo per salvare l’uomo, ha bisogno di te per salvare i tuoi fratelli e di fratelli ce ne sono tanti attorno a noi che premono con le loro piaghe, con la loro fame e sete di pane ma anche di giustizia, di amore, di pace, di libertà, di capire il senso della vita e noi siamo disarmati, siamo poveri, abbiamo solo cinque pani e due pesci ma possono bastare se li offriamo al Signore il quale dopo averli moltiplicati ce li riconsegna per distribuirli ai fratelli.

Dobbiamo lasciarci spezzare da Lui!

La comunità cattolica cinese è piccola, proprio come i cinque pani e i due pesci, ma se ci mettiamo nelle mani del Signore può riuscire a sfamare una folla immensa e portarli a incontrare Gesù.

In questo momento pensiamo anche ai ministri straordinari della comunione che portano la gioia e la pace a tanti anziani e infermi, ma pensiamo anche a tutti coloro che si impegnano nel mettere a disposizione di chi ha fame di Dio i loro doni: i catechisti, gli operatori delle Caritas, chi fa servizio agli anziani, ai poveri, ai piccoli. E allora, tu?

Non ti verrà la tentazione di dire come i discepoli “congeda la folla, perché vada a comprarsi da mangiare….” E tu, cosa metti nelle mani di Gesù?

Don Mario che da Triuggio prega con te   

Ultimo aggiornamento ( Sabato 21 Gennaio 2012 16:10 )