Cerca
Appuntamenti
Non ci sono eventi al momento.
Newsletter
Informatore parrocchiale
Novità
La voce del Parroco
Oratorio


Ricevi HTML?
Registrazione effettuata con successo

Home Page | Adorazioni | Portiamo avanti l’ora

Portiamo avanti l’ora

 

II amb. B

Portiamo avanti l’ora

Quante volte, un po’ sfiduciati ci chiediamo “Ma a cosa serve pregare?”

Tante volte abbiamo chiesto qualcosa al Signore e Lui non ci ha risposto e così abbiamo perso la voglia di pregare, pensiamo che sia inutile o che sia solo una “tassa” da pagare, un dovere da compiere … Il Vangelo di Domenica ci presenta il caso di una preghiera esaudita, quella di Maria a Cana di Galilea.

Cosa ci può suggerire questo episodio per la nostra preghiera?

Innanzitutto pregare è mettersi di fronte a Gesù fidandoci di Lui. Ecco il senso della domanda che Gesù fa a Maria: “Che c’è tra me e te, Donna?” e cioè: “Che rapporto c’è tra me e te? Mi chiedi di fare un miracolo solo perché sei mia madre o perché credi in me?” E Maria risponde dando ordine ai servi di fare la volontà di Gesù dimostrando così la sua piena fiducia in Lui.

Anche noi dovremmo chiederci prima di pregare: “Che rapporto c’è tra me e Dio?”

E’ un Dio-ombrello? Che uso per ripararmi dalle intemperie e che molte volte poi dimentico o non so nemmeno riconoscere tra gli altri “ombrelli”?

E’ un Dio-esattore delle tasse al quale pago un contributo, magari malvolentieri ma per paura di essere in difetto con lui?

E’ un Dio-macchinetta che distribuisce merendine o bibite a pagamento che quando poi non funziona o ci ruba il gettone lo prendiamo a pedate?

Oppure è un Dio-Padre, amico, fratello che so che mi ama fino al dono della vita, che mi accoglie, mi conosce fino in fondo, mi chiama e da senso a tutta la mia vita e al quale chiedo di darmi luce per il mio cammino?

La preghiera di Maria è molto bella anche perché non chiede niente per sé ma è attenta al bisogno degli altri.

Ti capita forse a volte di pregare per gli altri, per i loro bisogni, ma non per cambiare gli altri come vuoi tu ma per le loro necessità?

Per fare questo occorre un cuore generoso, aperto, sensibile ai problemi, alle preoccupazioni dei fratelli e forse un cuore così potrebbe essere la prima cosa da chiedere al Signore nella tua preghiera…

La preghiera vera poi sembra quasi che faccia cambiare i progetti del Signore. “Non è ancora giunta la mia ora” dice Gesù e, come sappiamo, per “ora” il Vangelo di Giovanni  intende il momento della croce, della pienezza della salvezza, del dono più grande e del segno più grande dell’amore di Dio per l’uomo.

La preghiera di Maria però fa anticipare se non proprio quell’”ora”, almeno qualche frutto, qualche primizia di quell’”ora” e cioè porta gioia, serenità e abbondanza in quella festa di nozze così che diventa immagine, icona, del banchetto eucaristico (dove il vino diventa sangue) e del regno dei Cieli inaugurato proprio in quell’”ora”.

Anche noi con la nostra preghiera possiamo “anticipare”, rendere presente un po’ dei frutti della croce di Gesù, far nascere quindi in questo mondo, che ha tanta sete e fame di felicità, un po’ della gioia, pace, e comunione che vengono da Gesù e che un giorno in misura infinita troveremo in cielo come ci ricordava Isaia nella prima lettura.

Allora coraggio, continuiamo a pregare anche se molte volte diventa difficile (s. Paolo parlava di una “dura lotta” nella sua lettera che abbiamo letto come seconda lettura) perché non c’è forza più potente della preghiera per cambiare il mondo sempre che, come Maria il nostro cuore è in sintonia con quello di Gesù…

P.S.: Se hai bisogno un po’ di … vino… mi trovi in fondo alla Chiesa

                           Il maestro di tavola

Ultimo aggiornamento ( Sabato 14 Gennaio 2012 21:32 )