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LUI PLASMA

 

                                                                  VII dopo Epif. Amb. A
LUI PLASMA
 
Che gioia anche oggi poter essere qui e passare un po’ di tempo con il Signore Gesù.
E’ questo del lunedì un momento forte del nostro cammino, che assieme alla preghiera personale, alla S. Messa, alla Carità e al nostro impegno quotidiano nel mondo, caratterizza la nostra vita cristiana e la rende più simile al progetto che Dio ha per ciascuno di noi.
In particolare oggi, in questo momento non dobbiamo chiederci cosa fare o cosa dire, dobbiamo invece seguire quanto ci ha detto il profeta Isaia domenica scorsa nella prima lettura: “Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani.”
E’ il Signore che dà forma alla nostra vita, è Lui che ha un progetto su di noi e ci plasma con le sue mani. Come il vasaio ci “lavora” per renderci docili, malleabili, ci toglie le impurità, i sassolini che tante volte si nascondono nella pasta e che potrebbero danneggiare l’Opera d’arte che ha in mente, ci schiaccia, ci “appallottola” ma anche ci accarezza, ci raccoglie, e con colpi di pollice ben decisi, ci dà una forma sempre più precisa ... da grumo di terra ci trasforma in oggetto prezioso.
Prova un po’ a richiamare alla mente tutte le volte che in questa settimana trascorsa il Signore è intervenuto nella tua vita, ti ha plasmato con una parola, un gesto, un incontro, una persona, una lettura, un fatto…… proprio come fa il vasaio anche Lui ha lavorato per farti capire la tua vocazione e cercare di realizzare il suo progetto su di te.
E tu, come ti sei comportato? Ti sei accorto di questi interventi del Signore?
Mettiamoci allora nelle sue mani, proprio come l’argilla nelle mani del vasaio, e lasciamoci plasmare con fiducia dal Signore chiediamo che apra i nostri occhi perché possiamo renderci conto delle meraviglie che Lui opera e chiediamogli di poter aprire la nostra bocca per narrare a tutti il suo amore per noi.
Fai scaturire dal tuo cuore una preghiera con le parole di Isaia:   
Signore, tu sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore. Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema? Ma, Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue mani….
E come i due ciechi del Vangelo, chiedi perdono e grida a Lui: “Figlio di Davide, abbi pietà di noi!”
Sarebbe proprio bello in questo momento del Lunedì riscoprire anche la gioia del Sacramento della Confessione per lasciarci riplasmare dal Signore…
 
 
                                                         Don Mario
                  

N.B.: Se hai bisogno di togliere qualche sassolino, mi trovi in fondo alla Chiesa.