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Home Page | Adorazioni | UNA PAROLA, LA PAROLA

UNA PAROLA, LA PAROLA

 

III Quar. Ambr. C
 
Una parola, la Parola
 
Continuiamo la nostra “scuola” di preghiera, facendoci aiutare dalla Parola di Dio di questa III settimana di Quaresima.
Abbiamo ricordato che per pregare è importante mettersi alla presenza del Signore, fare silenzio dentro e fuori di noi, resistere alle tentazioni, sentire il suo sguardo su di noi e così entrare a far parte della “famiglia” di Dio e cioè lasciarci guidare dallo Spirito di Gesù risorto che ci apre al colloquio con il Padre. 
Ma per poter realizzare tutto questo è importante l’ascolto della sua Parola, non si può pregare se non si accoglie la Parola del Signore, se non la si fa entrare nella nostra vita. E’ l’accoglienza della sua Parola che ci fa diventare figli di Dio.
Altro elemento indispensabile per una vera preghiera quindi è l’”ascolto della Parola”.
La prima lettura di domenica cominciava proprio così “Ascolta, Israele”
Il Vangelo dice “Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi”, “chi ascolta la Parola del Padre, fa le opere del Padre.” Ma cosa vuol dire ascoltare?
Ascoltare non è solo sentire: prova a pensare quante volte i genitori dicono “Tu non mi ascolti mai!”, eppure quante volte li abbiamo “sentiti” parlare e dare consigli ma forse, è proprio vero, non li abbiamo ascoltati troppo.
Ascoltare è sentire con attenzione e mettere in pratica, è vivere quello che ci viene detto, prenderlo sul serio, farne tesoro, ricordarlo, anche quando è trascorso un po’ di tempo. Quante cose vuol dire “ascoltare” e come è difficile soprattutto in un mondo come oggi fatto di tanti rumori, di tante parole vuote e di tanti ascoltatori distratti e superficiali. Molte volte ci chiediamo quando stiamo pregando: “… ma quello che sento dentro, viene da me o viene dal Signore?” Come faccio a saperlo?
E’ proprio mettendo al primo posto la Sua Parola che posso essere un po’ più sicuro di non prendere abbagli.
Guarda un po’ alla tua vita e soprattutto alla tua preghiera: quanto tempo dedichi alla sua Parola, ad ascoltare il Signore?
La tua preghiera non è troppe volte un moltiplicare parole, un chiedere, un lamentarsi, qualche volta anche una lode ma quante volte diventa silenzio e ascolto della sua Parola?
Vuol dire che nella preghiera dobbiamo dare molto più spazio all’ascolto della Parola.
Se ascolti davvero allora scoprirai che il nostro Dio è davvero “unico” è un Dio amore, che sa amare come nessun altro, che ha sempre tante cose belle da dirti.
Come fare allora per “ascoltare” questa Parola?
Qualcuno usa il metodo di aprire a caso la Bibbia e di leggere un brano sentendolo diretto a lui. Anche san Francesco usava questo metodo, soprattutto quando volle fondare il suo gruppo di frati, aprì a caso il Vangelo e stilò la regola della comunità.
Non dobbiamo correre il rischio di vedere in questo un qualcosa di magico, ma può essere molto utile per aiutarci a capire che, comunque, se voglio avere una risposta che illumini le mie scelte quotidiane, debbo sentire anche e, direi, soprattutto il “parere” del Signore.
Un altro metodo un po’ più laborioso e serio è quello della “Lectio divina” che si struttura in alcuni momenti importanti che il nostro arcivescovo C. Maria Martini sintetizza così:
 
La lectio: consiste nel leggere e rileggere la pagina della Scrittura, mettendo in rilievo gli elementi portanti. Per questo consiglio di leggere con la penna in mano, sottolineando le parole che colpiscono, oppure richiamando con segni grafici i verbi, le azioni, i soggetti, i sentimenti espressi o la parola-chiave. In tal modo la nostra attenzione viene stimolata, l'intelligenza, la fantasia e la sensibilità si muovono facendo sì che un brano, considerato magari arcinoto, appaia nuovo. A me che da tanti anni leggo il vangelo succede, ad esempio, che riprendendolo in mano scopro ogni volta delle cose nuove proprio attraverso il metodo della lectio.
 
La meditatio è la riflessione sui valori perenni del testo: qui si pone la domanda: Che cosa dice a me? Quale messaggio in riferimento all'oggi viene proposto da questo brano come parola del Dio vivente? Come vengo provocato dai valori permanenti che stanno dietro alle azioni, alle parole, ai soggetti?
 
La contemplatio è difficilmente esprimibile e spiegabile. Si tratta di dimorare con amore nel testo, anzi di passare dal testo e dal messaggio alla contemplazione di colui che parla attraverso ogni pagina della Bibbia: Gesù, Figlio del Padre, effusore dello Spirito. Contemplatio è adorazione, lode, silenzio davanti a colui che è l'oggetto ultimo della mia preghiera, il Cristo Signore vincitore della morte, rivelatore del Padre, donatore della gioia del Vangelo.
 
L'actio, infine, è il frutto maturo di tutto il cammino. La lectio e l'actio, perciò, la lettura biblica e l'agire, non sono affatto due binari paralleli. Non leggiamo la Scrittura per avere la forza di compiere quello che abbiamo già deciso! Invece, leggiamo e meditiamo affinché nascano le giuste decisioni e la forza consolatrice dello Spirito ci aiuti a metterle in pratica. Non si tratta, come spesso pensiamo, di pregare di più per fare meglio; ma di pregare di più per capire ciò che devo fare.
Un terzo utilizzo della Parola di Dio nella preghiera può essere quello della lettura di un Salmo o di un brano particolare fermandoci su una parola o su una frase che mi ha colpito particolarmente o che sembra proprio che fotografi la mia situazione interiore e così ripeterla lentamente, tante volte davanti al Signore.
Ecco allora che anche oggi abbiamo fatto un passo avanti nella preghiera ma,
attenzione però, prima di andare via, ricordati che anche questo foglietto può correre il rischio di essere preso come tutte le raccomandazioni “sentite” ma non “Ascoltate”. Rileggilo con calma, non essere superficiale, frettoloso per correre ai tuoi numerosi impegni, anche questo foglietto è una parola che il Signore vuole dire a te oggi, ascolta allora….

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Dicembre 2010 21:08 )