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SCENDI ZACCHEO!

 

 
V C Ambr.
SCENDI ZACCHEO!
 
Come è successo a Zaccheo nel Vangelo di ieri, oggi può capitare anche a te.
Stai attento quindi prima di andare avanti a leggere o a pregare, perché adesso è l’”oggi” di Dio, anche ora si ripete quanto è successo duemila anni fa e quanto succede ogni volta che, avendo il desiderio di vedere chi è Gesù, saliamo su un sicomoro…
Sì, perché anche se ti trovi su una sedia o sulla panca, il fatto stesso di essere arrivato fin qui per l’adorazione vuol dire che hai nel cuore il desiderio di vedere Gesù e ti sei dato da fare per realizzare questo desiderio.
Allora ecco che se tu ci sei, sicuramente anche Lui c’è all’appuntamento e, “passando di qui”, come quel giorno, si ferma e ti guarda.
Lasciati sconvolgere da quello sguardo amoroso di Gesù, senti i suoi occhi su di te…guardaLo negli occhi, allora Lui parlerà al tuo cuore…
La prima parola che pronuncia è il tuo nome perché Lui ti conosce, Lui sa tutto di te, i tuoi problemi, le tue ansie, le gioie e i sogni….
In questo “luogo” dove ogni giorno si celebra il suo Amore, Lui ti chiama per nome e cioè ti ricorda chi sei, la tua identità, qual è la tua vocazione, la tua missione nel mondo.
Si dice che Zaccheo vuol dire “puro” o “Il Signore si ricorda”: bel nome! Proprio lui pubblicano e ricco altrochè “puro”, era peccatore e, secondo la mentaltà corrente, impossibilitato ad entrare nel Regno dei Cieli (“è più facile che un cammello…”).
Su di lui, però, Gesù pronuncia quel nome: “PURO” “IL SIGNORE SI RICORDA”! …e quel nome si realizza, la sua vita si trasforma!
Anche su di te pronuncia il tuo nome, ti ricorda la tua vocazione!
La seconda parola che Gesù pronuncia è un autoinvito a casa di Zaccheo, perché vuole entrare nel luogo degli affetti, nella tua vita, portare la sua pace, il suo perdono.
Anche a te propone di entrare nella tua vita di ogni giorno, scendi allora dall’albero delle tue piccolezze, del tuo egoismo, dal tuo piedistallo, solo a Gesù si addice l’albero, quello “della croce” sul quale inchioderà tutto il male e il peccato del mondo. Anche tu, come Zaccheo, apri il tuo cuore al Signore, non avere paura di perdere qualcosa perché c’è grande gioia nel cuore di chi dona la sua vita per il Signore…
Chiedi a Lui che cosa vuole da te, non temere perché Lui vuole solo il tuo bene, la realizzazione della tua vita…
Corri allora come Zaccheo ad aprire, a spalancare la porta della tua casa, trasforma la tua vita, le tue scelte, condividi con altri la gioia di aver incontrato Gesù, impegnati a restituire quanto con il tuo peccato e il tuo egoismo hai tolto ai fratelli, quanto hai trattenuto per te, i doni, le capacità, il tempo che non sempre metti generosamente a disposizione degli altri… come Zaccheo, lasciati guardare, amare e trasformare da Gesù che con te farà cose grandi…
                                                                                              Don Mario

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Dicembre 2010 21:10 )