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Vista a mare

 

TidiBì

Cineforum

Fuori programma in anteprima

Venerdì 12 Maggio ore 21.00

Sala Padovese

Vista mare    

 

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Scheda film :Vista Mare

 

Un film di Andrea Castoldi. Drammatico,,durata85min.-Italia 2017-CF-Film uscita venerdi3 febbraio 2017.

MYMONETRO  Description: * Description: * Description: 1/2 Description: - Description: - valutazione media:2,50 su 1 recensione.

 

Sintesi della recensione di Giancarlo Zappoli su Mymovies

Stilitano, dopo una detenzione per traffico di immigrati clandestini, esce dal carcere e scopre che il mondo fuori è profondamente cambiato. L'Italia è al tracollo e chi può cerca di raggiungere la Puglia per imbarcarsi verso l'Albania, luogo in cui ricominciare da capo. Anche Stilitano decide di lasciare Milano per dirigersi al Sud. 

Andrea Castoldi, dopo il film : Ti si legge in faccia del 2014, torna ad affrontare le tematiche del sociale che più lo interessano. È un viaggio della speranza alla rovescia quello che il suo protagonista decide di affrontare. Non più barconi di disperati che raggiungono le nostre coste, ma connazionali, altrettanto provati dalla vita, che cercano un futuro su quelle coste che solo decenni prima videro navi mercantili

sovraccariche di albanesi che vedevano nell'Italia il Paese del Bengodi.

Stilitano è un piccolo uomo senza qualità (tranne una: sa fare bene la pizza) a cui la vita sembra scorrere addosso senza lasciare tracce sensibili. Fino a quando incontra un gruppo di giovani uomini e donne a Foresta Umbra e coglie in loro qualcosa che può riaccendere una speranza.

 Lo sguardo di Castoldi è compassionevole (nel senso non retorico del termine) nei confronti di questa umanità dolente, ma il film ha il problema di procedere come il suo protagonista, cioè senza picchi di intensità, appiattendosi in un succedersi di situazioni a cui manca la forza dell'indignazione o l'ironia del disincanto.

 

Sintesi recensione di Rosanna Donato su sito Film4life

Vista mare, un nome che può voler dire tutto o niente. In questo caso, però, ha un significato ben preciso e riflette al meglio il messaggio di fondo: l’Italia può farcela. Andrea Castoldi ha dato vita a un film dove sono gli italiani che – a causa di problemi economici derivanti dalla mancanza di lavoro (tema molto attuale) – sentono il bisogno di immigrare all’estero e, più precisamente, in Albania.

Il regista, così facendo, ripropone la condizione a cui sono soggetti gli immigrati di oggi che dall’estero arrivano a Lampedusa con i gommoni per fuggire dalla realtà precaria in cui vivono. Siamo nel 2020, tre anni dopo l’arresto di Stilitano. Uscito di prigione e dopo aver rubato dei soldi, tradendo così la fiducia del suo compagno di cella, egli non riconosce più il mondo che lo circonda: non ha più niente, se non se stesso (e forse è anche in cerca della sua identità). Resosi conto che l’unica via d’uscita da una realtà che gli sta troppo stretta è scappare, intraprende un viaggio che lo porterà a conoscere nuove persone, a innamorarsi di nuovo e a capire che un barlume di speranza c’è sempre.Se fossimo noi a dover immigrare un giorno? Pensandoci bene, in fondo, era già successo in passato, quando le famiglie del sud si spostarono al nord, nel famoso triangolo industriale, per trovare un lavoro.  Se fosse l’intera Italia a rischio? Questi dubbi permettono allo spettatore di porsi nei panni degli immigrati di oggi, di avvicinarsi maggiormente alla loro condizione e di comprendere le loro motivazioni. Sul finale, anche se uno solo riesce a realizzare il proprio sogno, allora si accende la speranza: l’Italia può farcela.

 

Biografia del regista Andrea Castoldi su MyMovies

 

ll percorso artistico di Andrea Castoldi inizia sui set di numerosi spot pubblicitari. Nel 2000 diventa testimonial di 14 film per la campagna pubblicitaria TIM, diretti da Giuseppe Tornatore,  In RAI è presentatore come inviato per la trasmissione "Rai Sat ragazzi".
Nella stagione 2004/2005 interpreta i ruoli di protagonista di puntata nelle fiction Casa famiglia con 
Massimo Dapporto e Don Matteo con Terence Hill per la regia di Giulio Base.. Collabora con registi come Daniele Luchetti, Giulio Base, Alessandro D'Alatri. .
Nel 2012 nasce 
Ti si legge in faccia, opera prima di un giovane regista il cui talento è stato riconosciuto per più canali, da quelli istituzionali a quelli dei nuovi media. Tre anni dopo esce Vista Mare, che affronta il tema dell'immigrazione.

 

I partecipanti possono inviare commenti tramite mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . , che verranno inseriti nel sito www.trinita.tv.it.  Cliccando su sito stesso alla voce a sinistra teatro cultura” si potrà leggere la scheda/film, la biografia del regista e gli eventuali  commenti di approfondimento che perverranno da voi al Forum.

Per altri commenti  potete andare sul sito Mymovies – Vista Mare e  in fondo pagina trovate i commenti di un Forum pubblico e potete anche aggiungere il vostro commento

RECENSIONE FILM VISTA MARE

 Il film di Andrea Castoldi presenta a mio parere due filoni interessanti :

Primo, quello del protagonista distaccato, cinico, edonista, con una sessualità autoreferenziale, che avvia un percorso di redenzione, causa eventi e vede tramutare il male in bene, i soldi sporchi in investimenti puliti, il rapporto, come “cosa così”, in una paternità, la continuità e il rinnovarsi di un’amicizia tradita, attraverso la furbizia di un’alibi e di una bugia.

C’è però da chiedersi “in stile machiavellico”: “il fine giustifica i mezzi?” Quale risposta dare ad una post verità?

Secondo, quello di un’Italia che potrebbe avere una situazione di crisi e degrado e il  film tende a farci assumere un atteggiamento empatico con la realtà quotidiana dei migranti, ma che al momento giusto, sa rimettersi in gioco e valorizzare le sue tradizioni e i suoi talenti, dimostrando che non è risolutivo andarsene dal proprio Paese, abbandonandolo e impoverendolo dal patrimonio umano.  

Il film ha sceneggiatura efficace e lenta, ma troppo affrettata nel cambio dei quadri di scena e può, a mio parere, non rendere chiari i collegamenti allo spettatore, presenta inoltre due  episodi un po’ fiabeschi non comprensibili nella dinamica del film e a volte un linguaggio troppo esplosivo e realistico.

Barbara

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Maggio 2017 19:26 )