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Basta Carrube

 

Ultima dopo Epifania  A2

BASTA CARRUBE

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Circondato dai maiali ma soprattutto colmo dei suoi peccati, “…ritornò in se …” dice la parabola di domenica a proposito del figlio minore.

Dopo aver abbandonato la casa del Padre, chiesto la sua parte di eredità e quindi decretato la sua morte e aver buttato tutte le sue ricchezze, il figlio minore, finalmente, ritorna in sé, si ferma a ragionare e a rileggere la sua vita e la sua mente corre lontano e subito si ricorda i momenti felici, la gioia della casa paterna, la vita di tutti i giorni che prima sembravano uguali e monotoni ma che, ora che non ci sono più, acquistano tutto quel significato e quel valore che prima aveva trascurato… e allora si decide a ritornare…

L’altro figlio invece “… si indignò e non voleva entrare …” Mentre il fratello rientra, lui invece esce, sta fuori, indignato.

Forse non era mai stato “dentro”, perché per lui lo stare con il Padre era solo servire a un padrone, sbuffando e sopportando e così non trova giusto far festa per chi aveva “evitato di lavorare nella casa del padre per tanto tempo”, per chi si era “goduto la vita”. Questo figlio maggiore invidiava il fratello che se ne era andato perché mal sopportava lo stare con il Padre.

Ora tu sei qui, nella casa del Padre, di fronte all’Eucaristia che è il segno più grande dell’amore di Dio per te. A quale figlio assomigli?

Forse in fondo ti senti un po’ di condividere le proteste del figlio maggiore, ma se proprio è così, forse stai vivendo la tua vita cristiana con fatica, senza gioia, con il “muso lungo”, come una serie pesante di doveri, di sacrifici e di lavoro che forse, non hai il “coraggio” di scrollarti di dosso. “Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua…. Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale.” (Evangelii Gaudium)

A volte siamo tentati dall’invidia o dalla gelosia per gli “ultimi arrivati”, per i “neo-convertiti”, abbiamo sempre qualcosa da dire e da suggerire anche al Padre su come dovrebbe comportarsi!

Forse se ritorni un po’ in te stesso, ti sentirai come il figlio minore, che ha sperperato i doni del Padre e ora finalmente ritorna alla casa accontentandosi magari di fare solo il servo.

Anche questo figlio non aveva ancora capito bene l’amore del Padre e quale rapporto doveva esserci con un Padre. È vero, il figlio minore fa una scelta giusta, quella di ritornare alla casa del Padre e chiedere perdono, ma c’è sempre per lui la tentazione, poco alla volta di trasformarsi come il figlio maggiore e di servire il Padre solo come un servo e quindi di chiudersi all’accoglienza e al perdono dell’altro, di non vivere nella gioia e quindi di non sentire il desiderio profondo di condividerla.

Ma potrebbe essere che non riusciamo a identificarci con nessuno dei due figli perché sono tutti e due in parte dentro ciascuno di noi.

Noi abbiamo però di fronte a noi il vero modello di figlio, il Figlio per eccellenza, Gesù, al quale chiediamo di donarci il suo Spirito perché possiamo comportarci da veri Figli quali noi siamo e se rientrando in te scopri di non essere proprio come Lui, affrettati a chiedere perdono perché il Padre proprio per mezzo di Lui ci ha dato la possibilità di cancellare i nostri peccati e rinnovare la nostra vita.

                                                                                                  Don Mario 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Febbraio 2017 20:33 )