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Costruire il Duomo della nostra vita

 

COSTRUIRE IL DUOMO DELLA NOSTRA VITA

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In questa domenica dedicata alla riflessione sulla Dedicazione del Duomo di Milano, la Parola di Dio ci invita a riflettere sulla nostra vita, perché noi siamo le pietre vive della chiesa.

La comunità cristiana ha il compito di rendere visibile, proprio come il Duomo, la presenza del Signore nella nostra città.

Ma per ogni costruzione che si rispetti, occorre tanto lavoro, dallo scavo agli ornamenti delle guglie… e così anche noi, per poter essere all’altezza di questa missione, dobbiamo lavorare sodo e sempre (proprio come la fabbrica del Duomo).

Nel Vangelo di ieri c’è l’indicazione di un percorso, un percorso a ritroso, dalla superficie al profondo, un cammino spirituale che usa immagini prese dalla vita di tutti i giorni.

Questo momento di adorazione, è proprio il tempo giusto per mettere a punto il progetto, per fare uno stato di avanzamento dei lavori dello spirito, per approfondire e verificare il nostro cammino di ascesi.

La prima immagine che ci viene suggerita è quella dei frutti buoni (o cattivi).

Il primo esame che dobbiamo fare, quindi, è se la nostra vita produce dei frutti e soprattutto la qualità di questi frutti.

Siamo persone che costruiscono, che donano cose buone o persone che distruggono, dividono, “avvelenano”?  

Il Vangelo ci aiuta a capire che non possiamo dare frutti buoni se il nostro cuore è pieno di male, non basta andare dal fruttivendolo… dobbiamo invece cambiare il nostro cuore, lasciarci trasformare dall’Amore del Signore, allora i frutti saranno certamente buoni.

I frutti sono qualcosa di concreto, non belle parole, belle intenzioni, bei fiori o belle foglie, non dobbiamo pensare che essere cristiani si misuri dalle belle parole… Papa Francesco proprio qualche giorno fa ricordava che sono ipocriti quei cristiani che difendono Gesù e la fede a parole ma poi non sono capaci di aprire il loro cuore e di accogliere chi ha bisogno.

Se vogliamo costruire una casa che resista a tutte le intemperie dobbiamo ascoltare la Sua Parola e metterla in pratica.

Per arrivare però a tutto questo, dobbiamo fare un lavoro molto importante, quello di scavare, scavare e scavare per incontrare la roccia sulla quale poi costruire la nostra casa, il nostro edificio spirituale.

Quando hanno iniziato i lavori per i grattacieli qui vicino, la prima cosa che hanno fatto è stata un enorme voragine perché più profonde sono le fondamenta più alta e sicura sarà la casa. Così anche noi, se vogliamo davvero costruire una vita solida e bella, dobbiamo dedicare tanto tempo e tanta fatica per scavare e consolidare le fondamenta e cioè la nostra conoscenza di Gesù e l’amicizia con Lui.

Ecco, allora, che la Messa della Domenica, la lettura della Sua Parola (al Giovedì) e l’adorazione del Lunedì sono momenti forti per scavare queste fondamenta che ci porteranno a fare frutti buoni.

                                                                                                Don Mario

Oggi preghiamo in particolare per i missionari e per i due bimbi, pietre vive della nostra chiesa, che domenica hanno ricevuto il battesimo.  

Ultimo aggiornamento ( Sabato 15 Ottobre 2016 12:13 )