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Lampada per i miei passi è la tua Parola

 

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II Quar. Ambr. C3

Lampada per i miei passi è la tua Parola 

Questo versetto del salmo si trova sulla lapide dove riposa Carlo Maria Martini, l’amato arcivescovo di Milano al quale proprio l’altra domenica è stata dedicata la via che va da piazza del Duomo a piazza Fontana.

Questo versetto può essere anche la sintesi, il messaggio della parola di questa terza domenica di quaresima.

Elemento indispensabile per una vera preghiera e luogo autentico di incontro con il Signore è l’“ascolto della Parola”

È proprio l’accoglienza della sua Parola che ci fa diventare figli di Dio.

La prima lettura di domenica cominciava proprio così “Ascolta, Israele”

Il Vangelo dice “Voi cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi”, “chi ascolta la Parola del Padre, fa le opere del Padre.” Ma cosa vuol dire ascoltare?

Pensa a quante volte i genitori dicono “Tu non mi ascolti mai!”, eppure quante volte li abbiamo “sentiti” parlare e dare consigli ma forse, è proprio vero, non li abbiamo ascoltati.

Ascoltare è sentire con attenzione e mettere in pratica, è vivere quello che ci viene detto, prenderlo sul serio, farne tesoro, ricordarlo, anche dopo un po’ di tempo.

Come è difficile ascoltare, soprattutto in un mondo come oggi fatto di tanti rumori, di tante parole vuote e di tanti ascoltatori distratti e superficiali. Molte volte ci chiediamo quando stiamo pregando: “… ma quello che sento dentro, viene da me o viene dal Signore?” Come faccio a saperlo?

È proprio mettendo al primo posto la Sua Parola che posso essere un po’ più sicuro di non prendere abbagli.

Guarda un po’ alla tua vita quanto tempo dedichi ad ascoltare gli altri? Ma soprattutto quanto tempo dedichi all’ascolto della sua Parola, ad ascoltare il Signore?

La tua preghiera non è troppe volte un moltiplicare parole, un chiedere, un lamentarsi, qualche volta anche una lode ma quante volte diventa silenzio e ascolto della sua Parola?

Vuol dire che nella preghiera dobbiamo dare molto più spazio all’ascolto della Parola.

Come fare allora per “ascoltare” questa Parola che dà luce ai nostri passi?

Qualcuno usa il metodo di aprire a caso la Bibbia e di leggere un brano sentendolo diretto a lui. Anche san Francesco usava questo metodo, soprattutto quando volle fondare il suo gruppo di frati, aprì a caso il Vangelo e stilò la regola della comunità.

Un altro metodo un po’ più laborioso ma efficace è quello della “Lectio divina” che si struttura in alcuni momenti che il nostro arcivescovo C. Maria Martini sintetizzava così:

La lectio: consiste nel leggere e rileggere la pagina della Scrittura, mettendo in rilievo gli elementi portanti. Si potrebbe leggere con la penna a portata di mano per sottolineare le parole che colpiscono, evidenziando i verbi, le azioni, i soggetti, i sentimenti espressi o la parola-chiave. In tal modo la nostra attenzione viene stimolata, l'intelligenza, la fantasia e la sensibilità si muovono facendo sì che un brano, considerato magari arcinoto, appaia nuovo.

La meditatio è riflettere domandandosi: Che cosa dice a me? Quale messaggio in riferimento all'oggi viene proposto da questa parola del Dio vivente?

La contemplatio è difficilmente esprimibile e spiegabile. Si tratta di dimorare con amore nel testo, anzi di passare dal testo e dal messaggio alla contemplazione di colui che parla attraverso ogni pagina della Bibbia: Gesù, Figlio del Padre, effusore dello Spirito. Contemplatio è adorazione, lode, silenzio davanti a colui che è l'oggetto ultimo della mia preghiera, il Cristo Signore vincitore della morte, rivelatore del Padre, donatore della gioia del Vangelo.

L'actio, infine, è il frutto maturo di tutto il cammino. La lectio e l'actio, perciò, la lettura biblica e l'agire, non sono affatto due binari paralleli. Leggiamo e meditiamo affinché nascano le giuste decisioni e la forza consolatrice dello Spirito ci aiuti a metterle in pratica. Non si tratta, come spesso pensiamo, di pregare di più per fare meglio; ma di pregare di più per capire ciò che devo fare per avere luce sul mio cammino.

Un terzo modo di mettersi di fronte alla Parola può essere quello della lettura di un Salmo o di un versetto, soffermandoci su una parola o su una frase che mi ha colpito particolarmente o che sembra proprio che fotografi la mia situazione interiore e così ripeterla lentamente, tante volte davanti al Signore.

Mettiti allora davanti a Gesù Parola del Padre e sosta un po’ con Lui.

Prima di andare via, ricordati che anche questo foglietto può correre il rischio di essere preso come tutte le raccomandazioni “sentite” ma non “Ascoltate”. Rileggilo con calma, non essere superficiale, frettoloso per correre ai tuoi numerosi impegni, anche questo foglietto è una parola che il Signore vuole dire a te oggi, ascolta allora….

                                                               Don Mario

   

Ultimo aggiornamento ( Sabato 27 Febbraio 2016 13:05 )