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Home Page | Adorazioni | Il cell del Ciel testo adorazione

Il cell del Ciel testo adorazione

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Assieme al digiuno e alla carità uno dei pilastri della Quaresima è la preghiera e così mentre stiamo riflettendo con il catechismo e con l’omelia della domenica in questo anno santo, sulle opere di misericordia, possiamo dedicare questo momento del Lunedì per fare una piccola scuola di preghiera aiutati dai testi del Vangelo della domenica.

Forse il termine “scuola” non è molto simpatico ma tutti quelli che vogliono essere o fare qualcosa nella vita devono andare a scuola perché hanno bisogno di imparare.

Anche i dodici a un certo punto del loro cammino hanno sentito il bisogno di chiedere a Gesù: “Maestro, insegnaci a pregare”.

In questa “scuola” nessuno di noi è il maestro perché tutti siamo allievi dell’unico Maestro che è Gesù. Chiediamo quindi l’aiuto dello Spirito perché sia sempre con noi, ci accompagni e illumini i nostri passi.

Una scintilla di questo Spirito potrebbe essere “il cell del Ciel” e cioè la scoperta di un nuovo strumento per pregare, di un modo nuovo di preghiera.

Subito andiamo al Vangelo di ieri, al racconto dei quaranta giorni di Gesù nel deserto.

Il deserto ricorda il tempo passato dal popolo di Israele prima di entrare nella terra promessa ed è anche il simbolo della vita dell’uomo prima di arrivare alla meta del Paradiso. Come Gesù e come il popolo, nel deserto, anche noi viviamo ogni giorno la nostra vita in mezzo a tante tentazioni e distrazioni, ma anche noi come Gesù abbiamo bisogno di cercare o di crearci un angolo personale, uno spazio solo per noi.

Un’immagine può essere quella che ci si presenta ogni giorno sul metrò o in giro per le strade dove un popolo è in cammino ma ciascuno è chiuso nel suo mondo, la quasi totalità delle persone, usando il cell si distacca dal mondo circostante e si collega con chi vuole creandosi un piccolo deserto che però popola con tante presenze che alcune volte rendono più schiavi (giochi, musiche…).

Perché non approfittare di questo strumento per inserire tra i contatti anche Gesù? Per collegarci anche con Lui e con il Padre, per parlare con Lui, per comunicare con lui come con un amico? Il primo a “usare il cell” è stato proprio il Signore con Mosè: “Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro” (Es. 33,11)

La cosa che oggi vogliamo imparare o riscoprire è che pregare non vuol dire continuare a chiedere ciò di cui ci sembra di avere bisogno, pregare non vuol dire solo dire alcune formule a memoria, pregare vuol dire accorgerci che c’è un Amico sempre connesso con noi al quale sentiamo il bisogno di rivolgerci per condividere la nostra vita, per parlare con Lui come si parla con un amico, per passare un po’ di tempo con Lui.

Perché allora, nel deserto della giornata, non usare il nostro cell per mandare un messaggio a Gesù?

Una volta i padri spirituali suggerivano di dire di frequente qualche giaculatoria tipo: “Signore Gesù, Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore” oppure “Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l’anima mia…”. Altri consigliavano di tenere un “diario spirituale” con le meditazioni e le riflessioni quotidiane. Oggi potremmo dire: perché non usare lo strumento degli sms per esprimere la tua amicizia con Gesù?

Certo questo non vuol dire abbandonare le vecchie pratiche (rosario, giaculatorie…) ma vuol dire aggiungere o scoprire o dare la possibilità di un nuovo modo di pregare.

Prova, magari anche qui durante l’adorazione… magari metti in silenzio il cell per non dare fastidio agli altri mentre stai digitando la tua preghiera….

                                                                                 Don Mario

 

P.s.: Puoi inviare il tuo sms di preghiera al cell del Ciel 331 28 42 0 42. Materialmente al numero corrisponde un cell intestato a me per cui solo io posso leggere le preghiere e le terrò segrete.

Se vuoi essere sicuro che la preghiera è arrivata metti alla fine del messaggio un “?” ti risponderò con un messaggio “Ricevuto”.

Se invece desideri una risposta alla fine scrivi “rispondi”.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Febbraio 2016 21:27 )